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06 octubre

Ci sono uomini che non si voltano...

Ci sono uomini che non si voltano.
Sono quelli che difficilmente ritornano sui propri passi.
Sono uomini che facilmente perdi. Ma che sanno farsi ritrovare.
Sono quelli che non hanno pregiudizi, che raramente mostrano rabbia e non emettono mai giudizi. Silenziosi, riservati, parlano poco, ascoltano e osservano.
Sono quelli che non amano l’eccesso, tanto meno nei sentimenti. Perchè sono  passionali e notano tutte le sfumature, le virgole, i silenzi...
Sono quegli uomini pronti a porgerti una mano, ma che non si farebbero mai condurre….
Gli uomini che non si voltano hanno occhi da eterno bambino, e quando ti guardano sanno già tutto: come ti senti, quello che senti, come sei, quello che sei, come li ami, quanto li ami….Occhi dolcissimi e intelligenti che tradiscono un fuoco interiore, quel qualcosa che "brucia" dentro a poche, determinate persone e le rende una virgola più vive delle altre, più vere.
Hanno lineamenti eleganti, quasi belli, dietro i quali si intravede un’intelligenza viva, una tenacia dissimulata e soprattutto un’ambizione tenuta a freno con la modestia.
Ma sono anche insofferenti e permalosi, spavaldi e indifesi, virili e delicati, semplici e sottili. Sono orgogliosi, ostinati, irriducibili lottatori che fronteggiano la vita con lealtà ma senza esclusione di colpi. A volte sono dimentichi, induriti oppure soltanto incuranti. Si inventano una coperta di cinismo per difendersi e curare i dolori dei loro giorni solitari.
Si difendono dalla vita perché sanno di essere dentro alle cose con il furore e la coerenza di chi è destinato a soccombere.
E, per questo, sono convinti che la loro vita aveva bisogno di uno sceneggiatore più freddo e spietato di loro.
Gli uomini che non si voltano credono alle parole. Sanno qual è la loro forza e penetrazione. Sanno che quando parlano seducono, convincono, sanno smussare angoli e vincere.
Hanno un’oscura bellezza: la capacità logica di disossare il pensiero avversario fino a scarnificarlo.
Gli uomini che non si voltano usano le parole come colpi di spada.
Gli uomini che non si voltano conoscono il loro valore.
E non sono disposti a scendere dal loro gradino.
Perché hanno rispetto delle proprie idee, dei propri pensieri, della propria dignità.
Accettare compromessi, sarebbe rinnegarsi.
Gli uomini che non si voltano non dicono mai “ti amo”.
Perché ne hanno paura.
Sanno che quello vero è esclusivo, devastante ed esigente.
Gli uomini che non si voltano vogliono amori di parole, non parole d’amore.
Ma la loro anima sa che l’amore è la maniera più compiuta e densa di assaporare la propria vita.
A volte incontrano donne che li amano più di loro. E questo li fa sentire in colpa.
Gli uomini che non si voltano bisogna farseli mancare.
E’ l’unico modo di amarli. Da lontano.
29 septiembre

Rapporti..."a tempo"?...

Mi sono sempre chiesto, approfondendo una conoscenza, cosa
inducesse le persone, proprio quando si percepisce la sensazione
di ulteriore vicinanza, ad un improvviso allontanamento.
Indubbiamente capita, e sono consapevole avverrà ancora...
ma ogni volta mi sorprende impreparato, con un crescendo
di rabbia mal celata...

Non che si riponga necessariamente delle aspettative, o ci si senta
improvvisamente lasciati soli. No, ciò che mi spaventa realmente e'
la "sostanza" del rapporto, che viene a mancare, riducendosi di fatto,
soltanto a momentanei passatempi in cui riempiere
intere ore di solitudine. Il concetrato d'una conversazione, dove le
parole si possono tranquillamente interscambiare con un altro
qualsiasi...Insomma "rapporti a tempo" come alimenti conservati,
in scadenza!

E' difficile dare fiducia per poi sentirsi dei perfetti idioti. A che serve
essere se stessi, lasciarsi trasportare dalle emozioni, creando piacevoli
momenti di benessere e confidenza, se dopo come un boomerang,
torna indietro, e si ritorce contro? Sentimenti contrastanti in cui
sembra di sbagliare costantemente, da qualunque parte la si giri....

Magari si continuano a prendere abbagli, forse si è troppo
esigenti, e si pretende tanto dai rapporti interpersonali, dove si
vive nella convinzione d'essere trasparenti nelle parole...ma si
tralascia una chiarezza che forse per l'altro, non e' cosi palese! Ci si
sente incastrati in situazioni che non si cercano, dove paure ed
insicurezze, nostro malgrado, vengono a galla, e ignorare o
continuare a tergiversare, e' un lusso che non ci si puo' permettere....
Non piu'...

05 agosto

Sarà tutta colpa dell’entropia?

 

Cerchiamo disperatamente di trovare un equilibrio,
ma più lo cerchiamo più ci allontaniamo da esso, ci
accorgiamo che il grado di disordine nella nostra vita
aumenta a dispetto del nostro impegno, quella 
legge
della termodinamica si applica in maniera inesorabile
anche alla nostra vita siamo succubi inconsapevoli
dell’ENTROPIA una parte delle nostre energie si
dissipa per creare quel disordine che farà parte della
nostra esistenza.
 Quel girare a vuoto ci apparitene per una legge fisica,
 e vanifica tutti i nostri sforzi dimettere in ordine le cose,
 cosi ci troviamo a cercare amici per poi perderli, a
 sposarci per poi divorziare, a fare carriera sul lavoro per
 poi litigare con il capo , ecc ecc sembra che siamo
 sempre alla ricerca di qualcosa, un grado di insoddisfazione
 perenne che ci porta sempre a vanificare ogni piccolo
 equilibrio raggiunto.
 Se vogliamo essere brutali nelle considerazioni possiamo
 dire che a dominare è sempre il caos e l’unico equilibrio
 che si può raggiungere è di carattere casinistico.
 Una cosa è certa che è difficile riportare il sistema a uno
 stato di ordine, eppure penso che sia possibile creare
 un sistema a basso valore antropico.
 Trovare un modo che non ci porti a dissipare grandi
 quantità di energia per nulla e quando intendo energia
 parlo anche di quella umana, trovare il giusto rapporto
 delle cose e non lasciarsi trasportare senza nessuna
 resistenza a un grado di disordine prestabilito, il disordine
 anche se inesorabile può essere governato.
 Bisogna finirla con questa corsa sfrenata verso la crescita,
 bisogna capire che le insoddisfazioni ci allontanano dal
 vero vivere, bisogna ritornare ad essere parte integrante
 della natura e cercare uno sviluppo sostenibile e un organizzazione
 sociale adeguata , non so se elimineremo il caos ma sono
 convintissimo che quel governarlo è alla portata di una società
 evoluta che non ha rinunciato a vivere, qualcuno a sposato
 l’idea che il caos è bello disintegrando valori e ideali e sostituendoli
 con egoismo e divisioni, io credo che quel tipo di caos si allontani
 dalla verità e ci porti verso un futuro di distruzione.
 Facciamo in modo che il dissipo di energia sia minimo e sarà anche
 minimo l’aumento del disordine, forse vivremo meglio e se ci capiterà
 di pestare la merda di cane quando indossiamo l’infradito non è colpa
 dell’entropia ma solo una tragica e simpatica fatalità, basta riderci
 sopra e non sprecare energia in imprecazioni inutili.

22 junio

Grazie Gente...

 

Riesco a rovinare sempre
quel che di buono faccio in polvere... di polvere...
e non son mai costante con me stesso e con la gente
sfido le note anche se è inutile... inutile
e non mi importa niente di che dice la gente che vivo nelle favole

e mi serve solo un auto e sogni e carta e penna con cui scrivere... scrivere
di forza ne ho abbastanza per respingere chi non mi pensa
e ferirlo con la mia distanza che... che poi però
mi porta a camminare a star solo come un cane
a bere e a far esplodere... esplodere
la voglia di scappare via e vedere se io mancherò...
mancherò alla gente a cui parlo e non mi sente
capirò capirò per sempre chi mi ama e chi mi mente
ma non sarò distante da chi mi ha amato sempre anche quando ero inutile... inutile e fragile... e fragile

e porterò per sempre dentro
quello che mamma e papà dicevano... dicevano
di star vicino sempre a chi a bisogno e a chi non ha niente
e di capire quello che ti invidiano... ti odiano
e di farmi anche male se è il caso di menare
di darle pur di prenderle... di prenderle
ma di combatter sempre per orgoglio e dignità, combatterò per dimostrare sempre
che io non sono un perdente
con umiltà... umiltà e mordente vincerò battaglie e guerre
e mi sentirò grande solo quando la gente che amo potrà dividere... dividere
il premio per aver scommesso su di me
ricorderò le faccie di sempre chi ha dato calci alla mia mente

non scorderò mai niente
chi mi ha amato sempre
chi mi dava perdente
che l'umiltà è importante
grazie ancora gente...

30 mayo

Le cose importanti...


Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono
quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono -
le parole rimpiccioliscono cose,  che finché
erano nella nostra testa sembravano sconfinate, e
le riducono a non più che a grandezza naturale, 
quando vengono portate fuori.


Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono
troppo vicine al punto, dov'è sepolto il vostro cuore segreto,
come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri
nemici sarebbero felicissimi di portar via.

E potreste fare rivelazioni che vi costano,  per poi scoprire
che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello
che avete detto, senza capire perché vi sembrava
tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate.

Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto
rimane chiuso dentro,  non per mancanza di uno
che lo racconti ma per mancanza di un
orecchio che sappia ascoltare. 

Stephen King 
(da Il Corpo, Stagioni Diverse).
 
26 mayo

Quanto dura un amore?


Quanto dura un amore?

Quanto dura un affetto, un sentimento, un legame?

Non ce ne rendiamo conto sempre, ma tempo e amore camminano insieme. A volte vicini e solidali come compagni, altre invece paralleli e opposti, pronti ad ignorarsi. Altre ancora, si rincorrono in fila, come due vagoni dello stesso treno….

Io sono uno che osserva, curioso di imparare e sperimentare, e a cui poi piace dar forma alle emozioni scrivendone. Uno che racconta con sincerità quello che sente, e quello che gli altri gli insegnano vivendo. Però non mi piace parlarne, definire l’amore; non credo sia cosa facile delimitare in una frase un concetto così ricco di sfumature. Preferisco di gran lunga prestare attenzione ai segni che i sentimenti lasciano dentro di noi, piuttosto che imprigionarli nelle parole.

E come si può parlare di sentimenti senza legarli al tempo? L’amore e il tempo sono due equilibri in bilico costante: al tempo chiediamo di diventare amore, all’amore domandiamo di trasformarsi in ore e poi in giorni, possibilmente in anni….E così si confondono e si fondono, diventano complici o nemici, affiatati o in lotta, continuamente.

Il tempo trasforma l’immagine che abbiamo dell’amore e l’amore si diverte a stravolgere la nostra percezione del tempo. Perché certi sentimenti ci fanno crescere, ci fanno capire veramente chi siamo e mentre ti confronti con l’altra persona la vivi, la conosci e diventi parte della sua vita.

Si comincia da bambini, quando ti innamori della compagna di scuola e ti dicono che “sei troppo piccolo, cresci e passerà”.

….Passerà…?

E i giorni passano, tu diventi grande e quel vulcano che hai dentro continua a crescere.

Diventi adolescente e la compagna di scuola lascia il posto alla ragazza incrociato in piazza, al mare, nelle sere con gli amici. Ti monopolizza i pensieri ma tutti ti dicono che è solo un’infatuazione, che è ancora presto per parlare di amore. Ti dici che avranno ragione loro, che hanno più esperienza in fatto di sentimenti, che è giusto aspettare…..

Poi incontri la persona che credi quella giusta, unica e speciale. Ed allora ti dicono che se è un amore…ne esci in due mesi, se è un bell’amore in due anni, se dura di più…è l’amore che ti cambia la vita.

Ancora tempo e amore che s’intrecciano.

Il tempo mette tutto in discussione, ti fa scoprire il valore di certi sentimenti, l’amore rompe gli schemi, le tue sicurezze, sperimenti te stesso in una nuova dimensione. Dal momento in cui ti innamori non sei più lo stesso, metti il tuo futuro e la tua felicità nelle mani di un'altra persona, l’amore ti cambia ed è come rinascere, si riparte ogni volta da zero. Per questo il tempo è il comune denominatore di ogni sentimento, il suo banco di prova.

Come si può valutare un affetto, misurare la bellezza di un sentimento se ci fermiamo a giudicare solo il suo presente? Si può solamente percepire osservandolo nei molteplici cambiamenti a cui il tempo lo sottopone. E non sarà mai uguale.

…E quando si capisce davvero se un sentimento è destinato a durare, a vincere le inevitabili sfide del tempo?

Magari si potesse! Avessimo la chiave per vedere il futuro, ci eviteremmo di prendere un sacco di cantonate. Tante e tante sono le ragioni e le chiavi che possono aiutarci a capire, e sono tutte molto soggettive. Ma….quando ti perdi a guardare tutti i particolari di lui/lei, pian piano ne scopri i limiti e, nonostante ciò, non puoi pensare né desiderare altro. Che magari preferisci anche litigarci…piuttosto che fare l’amore con un altra. Quando leggi nei suoi occhi sincerità, dolcezza e tenerezza, sostegno e non solo passione. Quando conosci qualcuno che conserverà sempre la sua libertà rispettando la tua anche scegliendo l’impegno del cuore e della vita quotidiana, insegnandoti ad essere libero emotivamente, di pensiero e d’anima. Quando capiamo che il tempo non va subìto ma vissuto come una opportunità, pregustando come i mesi e gli anni cambieranno chi amiamo, quante cose nuove ci saranno dentro di lui/lei, quante conoscenze, immaginando come sarà e come saremo… scoprendo in noi la voglia di metterci in sintonia con ritmi diversi, e sentirci ugualmente pieni di vita, realizzati e felici, con la caparbia volontà di inventarci ogni giorno per non cadere nella facile trappola della noia.

Perché ricordiamoci sempre che sentimenti e tempo si guardano l’un l’altro e si fanno l’occhiolino, ma…se vuole…il cuore li frega entrambi e vince lo stesso.

14 mayo

Ricordando Dante Pergreffi

 

Nato a Fabbrico il 31 dicembre 1961,bassista, è entrato nei Nomadi nel 1984 al posto di Umberto Maggi ed è rimasto nel gruppo fino al 14 maggio 1992 quando, a soli trent’anni, muore in un tragico incidente stradale sulla strada provinciale a un chilometro da casa sua. Il suo appellativo, dato da Augusto, é Principe Desiderio per il suo carattere estroverso, allegro, desideroso di vivere

"Sei arrivato al tuo porto, dolce buono sorridente chiaro Dante, Principe Desiderio ora ombra senza età".
Con questa dedica il gruppo lo ricorda nell’ album "Ma noi no".

Ancora oggi viene ricordato prima di “Canzone per un amica” e a fine concerto con la presentazione dei componenti del gruppo.

Per chi non l'avesse conosciuto, per chi ha avuto invece quel piacere , vorrei ricordarlo con tutta la nostalgia, il vuoto ed il rimpianto che la sua scomparsa ci ha lasciato, usando le parole bellissime e strazianti che Augusto stesso gli ha dedicato

 

PRINCIPE DESIDERIO

Mi è stato promesso in giorni di sole malato
il sapore della morte, ma io
non lo conosco ancora. Conosco però
l'ipotente bestemmia rabbiosa, lacrimosa
che sale da dentro per ognuno che parte
così, all'improvviso senza lasciare indirizzo.
Dietro le spalle solo stanze grandi
vuote, lunghe, troppo alte, troppo buie.
Io non lo conosco ancore
questo viaggio che immagino faticoso
e senza speranza,
e vedo ogni giorno che passa, ogni ora,
pieni di luce e colori:
non può morire la luce
e finchè il sole si alza sul mondo
il mondo fiorisce di bellissimi pensieri
che sono fiori.
Tra le musiche della vita
milioni e milioni di musiche.
La morte è la musica più straziante
più forte, prepotente, cattiva;
brucia il foglio della partitura
in grigia cenere e in fiamma
tutto riduce.
Muore chi ama, chi ha amato
chi canta, chi ha cantato
chi suona, chi ha suonato.
Sapore amaro quello della morte
sparita è la luce appena venuta
piccola luce, giovane luce
che piano piano cresceva, senza fretta
e illuminava noi e i nostri gesti,
non luce accecante che sfoca i contorni
delle cose ma buona semplice dolce, che
le cose accarezza,
sparita è la tua luce
come passa via la nebbia dalle nostre parti,
ognuno grida ma la foschia non si dirada.
Grido muto di disperazione.
Sei arrivato al tuo porto
hai abbandonato il tuo remo
Principe Desiderio
ombra senza età.

Augusto Daolio

02 mayo

Prenditi un pò di te


 
 
Correre lontano dai tuoi guai
È stato solo un bel sogno
Vittima di un mondo che non hai
Regina senza un diritto
Lo gridi allo specchio ma
Le risposte che vuoi
Non hanno più una voce
Donna di un uomo
Che uomo non sarà mai
E pensa di avere vinto

Prenditi un po’ di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Non gridano in faccia a chi
Vuole ancora di più
Ciò che prende sei tu

L’inverno che da sola non passa mai
Tra le lenzuola ferite
E ancora una volta un’altra richiesta e tu
Ti arrenderai

Prenditi un po’ di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Non gridano in faccia a chi
Vuole ancora di più
Ciò che prende sei tu

Prenditi un po’ di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Prenditi un po’ di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Tu gridalo in faccia a chi
Crede ancora che può pretendere te
Gridalo in faccia a chi
Vuole ancora di più
Ciò che vuole sei tu
24 abril

I Suoni Liberi aderiscono al progetto “Il Cuore con le Ali”

Grande entusiasmo e partecipazione all’incontro promosso dalle Associazioni Superamento Handicap e SFIDA di Lecce per la costituzione di una Compagnia Spettacolo denominata “Il Cuore con Ali” tenutasi in Leverano in sala municipale cui, tra l’altro, hanno partecipato il Sindaco dott. Cosimo Durante, l’assessore sig. Sandro Leone, il presidente di Superamento Handicap dott. Sandrino Ratta e il segretario provinciale di Sfida sig. Vito Berti.
Il coro dei consensi è stato unanime; tutti gli intervenuti hanno inteso condividere il progetto della creazione di un Centro Residenziale Autogestito per Disabili in provincia di Lecce che sia di riferimento per le tre provincie del Grande Salento.
Le adesioni, anch’esse alquanto nutrite e qualificate, sono state date tutte in modo incondizionato al solo fine di raccogliere fondi per la creazione di una vero “Villaggio per la Vita Indipendente”, forse unico, in quanto vuole coniugare l’accoglienza, la socializzazione, le diverse attività produttive ed imprenditoriali e la formazione il tutto riservato a persone disabili che lì vogliono destinare il proprio centro di interessi e di vita. Hanno aderito i seguenti artisti (musicisti, cantanti, attori, compositori, band, ballerini, ecc): Antonio Larocca, Manuela Tarantino, Alessandra Ferrari, Pietro Antonio Caputo, Suoni Liberi Nomadi Cover Band, Laura Martina, Rocco Leone, Maria Grasso, Raf Draven, Angela Illuzzi, Sofia Capestro, Paola Musca, Stefano Colazzo, Giovanni D’Agostino, Franco Zito, Mariè Spennato, Alessandro Santatonio, Gianni Dinoi, Luigi Tumolo e altri stanno aderendo utilizzando la comunicazione avviata dai promotori sulla pagina di Facebok “Compagnia Spettacolo Il Cuore con le Ali”. Altrettanto nutrita è la schiera di chi ha offerto la propria disponibilità per la parte organizzativa e meritano di essere citati: Simone Tumolo, Daniela Renis, Sabrina Fiore, Grazia Turco, Maurizio Politano, Francesco Musca, Luisa Erroi, Vladimiro Giannotta, Pasquale Alfieri, Mario Dimastrogiovanni, Luisa Cagnazzo e Michele Longo.
 E’ stato, altresì, creato un albo delle Associazioni sostenitrici del progetto. Hanno fatto registrare la loro adesione Filovita onlus, Delegazione ANT, LeveranoAttiva, Comitato Permanente Genitori e Associazione VITA; con disponibilità all’adesione da parte di molte altre. Adesso si dovrà passare alla fase organizzativa, forse quella più difficile e problematica essendo gli aderenti di quasi tutta la Puglia e, infine, la fase della promozione.
Si spera nella sensibilità in particolare degli enti pubblici (Provincie e Comuni) per essere contattati ed inseriti nei diversi calendari di manifestazioni estive, per serate in piazza o in luoghi pubblici nella speranza che si riesca a coniugare divertimento, bravura, solidarietà e con-divisione. Gli artisti sono tutti volontari e, pertanto, i fondi provenienti dalla contribuzione saranno destinati, al netto delle spese organizzative, al fondo per il progetto del Villaggio per disabili.
 

Per contatti: shandicap@gmail.com – cell. 339/7736399.
Con preghiera di pubblicazione e diffusione:
dott. Sandrino Ratta
Presidente Associazione Superamento Handicap
Sig. Vito Giulio Berti
Segretario Provinciale SFIDA

18 abril

Segnali di vita...

 
 
 
 

Il tempo
cambia molte cose nella vita
il senso le amicizie le opinioni
che voglia di cambiare che c'è in me
si sente
il bisogno di una propria evoluzione
sganciata dalle regole comuni
da questa falsa personalità 
Segnali di vita nei cortili e
nelle case all'imbrunire
le luci fanno ricordare
eh... eh... eh...
le meccaniche celesti.
Rumori
che fanno sottofondo per le stelle
lo spazio cosmico si sta ingrandendo
e le galassie si allontanano
Ti accorgi
di come vola bassa la mia mente?
E' colpa dei pensieri associativi
se non riesco a stare adesso qui
Segnali di vita nei cortili e
nelle case all'imbrunire
le luci fanno ricordare
eh... eh... eh...
le meccaniche celesti
le meccaniche celesti
 
 

Stefano Delle Donne

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