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18 กรกฎาคม

Una di quelle persone che...


Sono una di quelle persone che non cambia o cambia lentamente,

in silenzio,

nello sguardo.

sono una di quelle persone che, una volta svoltato l'angolo, non torna indietro, mai.

e lascio, anche a costo di perdere, con la speranza di trovare.

di vedere dal cielo cadere qualcosa di bello, qualcosa di nuovo, qualcosa che splende.

sono una di quelle persone che nel cielo, appunto, cerca la stella più luminosa, quella più vicina che sembra più grande.

una di quelle persone che non sa né nuotare, né volare, che preferisce
camminare e non perdere il sapore della terra calda, umida, bagnata,
inzuppata.


e poi cerco l'albero strano, quello più basso o più alto, con le foglie dal verde insolito, e poi i fiori, gli odori, i colori.

ed amo il silenzio e temo/tremo, la notte, che venga interrotto da grida, pianti, lamenti [tragedie].

ho fame di vento che porta polvere

ho sete di polvere che porta grigiore

ho voglia di ridere

di camminare e correre, cadere ed inseguire l'aria

poi piangere e sorridere

e stringere forte i pugni

ho voglia di esistere non soltanto per me stesso

ho voglia di non essere diverso

eppure, lentamente,

in silenzio,

nello sguardo, sto cambiando.
... 
 
 Buon Week end a Tutti !!!

17 กรกฎาคม

Amare...

 
Averla
senza possederla.

Dare il meglio di sè
senza pensare di ricevere.

Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.

Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.

Aver bisogno di lei
ma senza dipendere.

Aiutarla,
ma senza aspettarsi gratitudine.

Essere legati a lei,
pur essendo liberi.

Essere tutt'uno con lei,
pur essendo se stessi.

Ma per riuscire in tutto ciò
la cosa più importante da fare è...
accettarla così com'è,
senza pretendere
che sia come si vorrebbe.

11 กรกฎาคม

"negramarcio" u'tub


 
10 กรกฎาคม

I giudici faranno morire di fame e di sete Eluana


Allora, parliamoci chiaro, senza usare troppe parolone scientifiche. I giudici di Milano hanno deciso che Eluna Englaro deve morire di fame e di sete. Non potendo lei nutrirsi da sola _ come capita a un bambino appena nato, oppure a un vecchio non autosufficiente: così va la vita _ Eluana da 16 anni viene nutrita attraverso dei sondini. Nn ci sono medicine o macchinari infernali che la tengono in vita: la scienza aiuta semplicemente a darle da mangiare e da bere.La storia di Eluana è terribile, tremenda. Vegetale da 16 anni (ma ricordiamoci che ancora la scienza non sa di preciso cosa vuol dire vegetale: cioè, non è in grado di sapere se e come funziona qualcosa nell'anima, nel cervello e nel cuore della ragazza), dal 1999 suo padre ha chiesto di farla morire. Lo ha chiesto con la forza della disperazione, convinto di esaudire un desiderio di sua figlia. Quando Eluana era ancora giovane, bella e sana, dopo essere andata a visitare in ospedale una ragazza ridotta a un vegetale, disse a degli amici: "Io non voglio finire così. Mi capitasse qualcosa del genere...".Qualcosa del genere le è capitato e allora il suo papà, con tutto il bene che può volere un papà a sua figlia,  chiede col cuore in mano di porre fine a questo supplizio.Molti dicono da tempo e diranno in queste ore: finalmente! Era ora! Questa è vera pietà.Mi dispiace, ma non ci sto. Esco dal coro. E scrivo a chiare lettere: i giudici firmano una sentenza con la quale faranno morire di fame e di sete un essere umano. Lo so, qualcuno di voi subito obietterà: ma è vita quella di Eluana? Io dico, urlo: sì, è vita! Potrei portare tanti esempi di gente che sembrava vegetale ma che capiva in realtà tutto ciò che stava loro capitando attorno; potrei aggiungere trattati scientifici che dimostrano come anche i cosidetti vegetali, di fronte ad emozioni, reagiscono, eccome se reagiscono; e potrei chiudere dicendo che ho conosciuto un'enormità di persone che erano belle e sane come il sole e che, quando erano belle e sane come il sole, pensavano e chiedevano ciò che chiese Eluana all'uscita dell'ospedale, dopo che andò a trovare una ragazza in stato vegetativo: "A me non fatemi finire così". Bene, queste persone si sono ammalate e hanno cambiato i loro criteri, i loro giudizi. Ora vogliono vivereMa voglio qui in realtà soffermarmi su un altro punto: il valore della vita. Ci sono pochissime cose certe e chiare nella nostra esistenza. Si nasce, si vive, si muore, ci si innamora, si vuole bene a delle persone per questioni di pelle o chissà cosa. Ecco, non andiamo allora a stravolgere questi criteri. Non tocchiamoli. Non tocchiamo la vita. Non mettiamoci a fare i giudici e a sbruffoneggiare _ sì, sbruffoneggiare _ e aprire astrusi dibattiti tesi a stabilire se una vita è degna o meno di essere vissuta, come in fondo si sta facendo per Eluana. Che dibattiti assurdi! Cos'è la vita? Una patente a punti? Quando perdi troppe funzioni finisce a zero e ti togliamo il documento? Io dico che Eluana c'è, e finchè c'è non possiamo toccarla. Non dobbiamo toccarla. E questo non è accanimento terapeutico, vi anticipo.Anzi, suggerisco una cosa: tocchiamola Eluana. Magari accarezziamola solo un po' di più.

(Massino Pandolfi - Il Resto del Carlino)

03 กรกฎาคม

Le parole di troppo...

 
Le parole di troppo......Quante volte si dicono parole dure,
inequivocabili...che feriscono chi le riceve?...Parole dettate
dalla rabbia...dal rancore...Sottili come una lama...penetrano
nella mente e nel cuore...Spesso indelebili...
Non sempre pero', dopo averle pronunciate, mordere la lingua
e' quello che si vorrebbe fare.
In quel momento si pensa realmente cio' che si
asserisce con tanta facilita'...Cattiveria pura...gratuita,
rivelata nella consapevolezza di colpire e fare del male,
a chi non rientra nel proprio modo d'essere, e d'agire...

...Alla fine pero' ci si rende conto, che a parlare e' solamente la
"verita'" (di cio' che si pensa) che spesso esplode nei momenti d'ira
e frustrazione...Lasciando liberi i freni inibitori, si riesce a svelare
la propria natura...

Forse tenuta "al guinzaglio"...per un quieto vivere...E' chiaro che
tale situazione e' scusabile...da capire...
Si puo' provare a comprendere...a perdonare....
Ma non pretendere, di farlo a comando, sarebbe innaturale, e
indiscutibilmente ipocrita...