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30 พฤศจิกายน

Riflessioni...

 

Come a volte mi accade, osservo.
Mi chiedo perché così spesso,
fra tutti i fiori della natura,
ci invaghiamo proprio della rosa
e, della rosa, soprattutto delle sue spine.

E non è masochismo. Il masochismo è il piacere che si prova per la propria sofferenza. Io vedo invece solo la ricerca sordida di un dolore che può portare anche alla depressione.

E’ il fascino dell’impossibile che prevale sull’autodifesa.

Morbosamente ci sia attacca a illusioni che, pur essendo noi consapevoli che sono truci chimere, permettiamo che ci feriscano a sangue con la loro impossibilità.

Chissà,
forse è per autodeterminazione
o per amore dell’inarrivabile
o forse semplicemente per “sentirsi” vivi…

 

22 พฤศจิกายน

Foglia...

 

Ci sono dei giorni nei quali ti viene voglia di farti trasportare dal vento.
Come una foglia che fluttua nell'aria e si alza e si abbassa senza poter fare nulla.
E poi arriva una folata più intensa, ti senti avvolto in un turbine di polvere e aria, non vedi quello che ti sta attorno, vai a sbattere contro gli alberi, strisci sulla strada, ti impasti sui muri.
Finalmente, ritorna la calma, ma tu sei sempre una foglia stropicciata dal vento.
Accatastata ai piedi di un albero, uguale e diversa dalle altre foglie verdi e marroni.
Vorresti restare lì all'eternità a respirare l'odore dell'erba, sotto di te, avvinghiato ad una radice che viene fuori dalla terra smossa.
Sogni di svuotarti di tutto, preoccupazioni, dolori, sofferenze e rabbia.
E trovarti con un recipiente nuovo da riempire.
Aspetti quello che verrà senza andargli incontro.
Scegli di non scegliere persino se la decisione ti cambierà la vita.
Pianti le tende davanti al bivio della tua vita e da lì non ti schiodi.
Sei in mezzo al guado e ti costa troppa fatica andare avanti e di tornare indietro non se ne parla.
Chi ci è già passato sa che sono momenti, attimi, magari eterni, ma che passano.
Succede quando tornano a soffiare i venti del cuore.
Quelli che ti fanno tirar su la testa, costringere ad un sorriso anche se hai voglia di piangere.
La forza che è in te, che non sapevi di avere, ti dà il suo solito scrollone e può essere un volto amico, una parola giusta detta al momento giusto, un tramonto da farti luccicare gli occhi, un sms che non ti aspettavi più di ricevere.
Un bip bip dal cellulare o una mail che ti metteresti a rileggere mille e mille volte.
E quando ti senti di nuovo una foglia al vento riapri il tuo cassetto e guardi quel foglietto sgualcito che ha le orecchie sui lati.
Ti viene da sorridere, poi chiudi la bocca e stringi i denti.
Sei di nuovo tu, scrivi sulla pagella della tua anima le cose che vanno bene e scopri che le materie dove hai i volti più alti sono di gran lunga più numerose di quelle insufficienti.
Ritrovi l'orgoglio, il giusto orgoglio che non è supponenza, né alterigia.
Solo la consapevolezza di quello che vali, il desiderio di non sciupare i tuoi talenti, fossero anche una piccolissima somma.
Da foglia secca ti ritrovi a sempreverde e ritorni a prendere il tuo posto sul ramo più bello di quell'albero secolare.
Quello che ha messo radici e non ci sarà scossa di terremoto capace di buttarlo giù.
Perché quelle sono le tue radici e ci sono voluti anni per farle affondare così bene nella terra.
E non ci sarà vento, né bufera, né tornado, né uragano capace di far volare via quella piccola-grande foglia al vento che sei tu.

 

13 พฤศจิกายน

"Equilibri"...

 

http://www.topartist.ch/Downloads/Akro-Meer2.jpg

“Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto
difficile camminarci sopra che avanzare sulla più
sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce
tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che
un disegno fatto col gesso e l’aria
intorno è il pavimento, riesci a
procedere sicuro su tutte le
funi del mondo.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci
può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere
d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto
diventa possibile. Non solo camminare su una
fune, ma anche volare.” (Hermann Hesse)


*******
Nel  meccanismo complesso della mente, piccole fragilita' destabilizzano
sicurezze acquisite... "Ingranaggi" da oleare giorno dopo giorno:
affannosa ricerca d'equilibri interiori, dove basta un nonnulla per
spezzarli, e spingere verso il baratro della depressione......
Altalenanti momenti d'instabilita' in cui paure e disperazione,
evidenziano il peggio di cio' che si vive, il famoso "bicchiere mezzo
vuoto"...Non bastano voci o facce amiche per dare la consapevolezza
d'essere vivi....Fili sottili s'erigono da terra, su cui camminare
costantemente in bilico. Trovare un equilibrio, non e' facile, e non
esistono verita' in tasca!...Si prova...si cade ma poi ci si rialza.
Speranze di spiccare il volo e librarsi nell' aria, desideri di toccare
il cielo, nonostante le rovinose cadute. Mai smettere di crederci per
paura di cadere...S'entrerebbe inevitabilmente in un labirinto, da cui e'
impossibile uscire.....
 
11 พฤศจิกายน

Benvenuto Novello

 

Sabato 15 e domenica 16 novembre 2008, nel centro storico di Veglie, si  terrà la terza edizione di  “BENVENUTO NOVELLO” organizzata dall’Assessorato al Turismo e allo  Spettacolo del Comune,  in collaborazione con la Cantina Viticultori Associati di Veglie. 

La suddetta manifestazione dedicata al vino novello, seguirà il seguente programma:

Sabato 15 novembre 
Piazza Umberto I  - ore 20.00 
spettacolare apertura con il famoso BEPPE JUNIOR e la sua orchestra e con la satira di GIAMPIERO LEO

Centro storico  “Largo Porta Nuova” - 
 esibizione del gruppo musicale  “LA COMPAGNIA DEL BLASCO” COVER BAND VASCO ROSSI  con il noto cantante MAX FAI, del Balletto “TERRAPULIA” e della cantante “MARISA”

Domenica 16 novembre
Centro storico "Largo Porta Nuova" - ore 20.00  esibizione del gruppo musicale “I SUONI LIBERI” COVER BAND DEI “NOMADI” e del cantante LUIGINO D’ERRICO
Piazza Umberto I
- esibizione  del gruppo musicale “SANDRO PELLE’  e la sua Orchestra”

La serata si concluderà con lo spettacolo del noto comico salentino PIERO CIAKKI.

 

08 พฤศจิกายน

Il volo della Libertà...


 

Apri gli occhi e guarda, attraversa la nebbia: scavalca la grande muraglia.
Alba e tramonto replicano continuamente invano le stesse continue e inutili commedie.
La più grande battaglia di tutti i tempi è con te stesso.
Con te stesso!

Non disperdere l’amore che vive in te ma custodiscilo con quanto hai di più prezioso e l’amore custodirà te.
Non trascurare coloro che ti sono vicini e che contano su di te, trascureresti te stesso.
Ogni tanto fa una sosta, fermati e rifletti su quanto hai fatto e stai facendo,
se non ti riconosci in ciò che hai costruito abbattine persino le fondamenta e ricomincia di nuovo.

Se rifletterai spesso, avrai poco da demolire, se rifletterai troppo non costruirai nulla.
Sii il primo giudice severo di te stesso ma non vivere condannandoti,
bastano e avanzano quelli che vivono solo per giudicarti e condannarti.
Lasciaglielo fare perché qualcuno deve pur farlo…

Piuttosto prendi a morsi la vita ancor più impavidamente di quanto la vita abbia preso a morsi te, e va verso tutto ciò che è VIVO.
Se ami la verità e sei onesto almeno con te stesso possiedi già un’ala, ma “il volo”,
è un dono riservato a coloro che hanno il coraggio di esserlo anche con gli altri.

La ragione è un dono dato all’uomo ma il vero dono è l’Uomo non la sua ragione.
Tu possiedi la conoscenza e la ragione, un gabbiano no.
Un gabbiano sa volare tu no.
Lui non baratterebbe mai le sue ali per la tua ragione, tu sì!

Se sei capace di rivolgere un occhio alla tua vita e un altro a quella di molti altri in questo mondo che chiamerebbero la tua “un paradiso”,
se sei capace di non voltarti e di non dimenticare, allora possiedi anche l’altra ala e per certo sarà “il volo” la ricompensa.

Non parlare dell’amore perché solo l’amore può e sa spiegare se stesso, semplicemente AMA!
Solo colui che non si aspetta nulla è veramente LIBERO!

 

02 พฤศจิกายน

La livella

 
Pensavo di scrivere qualcosa sulla giornata di oggi... poi su internet ho trovato la traduzione in dialetto leccese di questa famosissima poesia di Totò dedicata al 2 novembre...
 

Ogne annu, lu ddoi te Novembre, ncete l'usanza
pe li muerti cu se ae allu cimiteru.
Ognetunu l'ha fare sta creanza;
ognetunu ha tenire stu pensieru.

Ogne annu, puntualmente, ntra stu giurnu,
te sta triste e mesta ricorrenza,
puru ieu au , e cu li fiuri adurnu
lu loculu marmoreu te la zia Vincenza.

St'annu m'à ccappata n'avventura...
Topu ca aggiu compiutu lu triste omaggiu.
Madonna! Se nci penzu, e ce paura!,
ma poi me fici anima e curaggiu.

Lu fattu è quistu, statemi a sentire:
se sta cucchiava l'ura te la chiusura:
ieu, chianu chianu, stia pe bessire
menandu l'ecchiu a quarche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del '31"

Lu stemma cu la curona subbra a tuttu...
...sutta na cruce fatta a lampatine;
tre mazzi te rose cu na lista te luttu:
candile, candelotti e sei lumine.

Propriu te coste alla tomba te stu signuru
ncera n'aura tomba piccicca,
abbandonata e senza mancu nu fiuru;
pe segnu sulamente na crucicca.

Subbra sta cruce appena se leggìa:
"Esposito Gennaro - netturbinu":
uardandula, ce pena me facìa
stu muertu senza mancu nu luminu!

Quista è la vita! A'n capu a mie pensava...
Ci ha bbutu tantu e ci nu tene niente!
Stu poveru matonna se spettava
Ca puru all'auru mundu era nu pezzente?

Mentre fantasticava stu pensieru,
s'hìa già fatta quasi mezzanotte,
e ieu rimasi chiusu prigionieru,
muertu te paura... nnanti a ste candelotte.

Tuttu a nu trattu, ce bbisciu te luntanu?
Ddo umbre se cucchiannu te la parte mia...
Pensai: stu fattu me pare stranu...
Stau ddescetatu...tormu o è fantasia?

Auru ca fantasia; era lu marchese:
cu la tuba, la caramella e lu pastranu;
ddrauru te retu a iddru nu bruttu arnese;
tuttu fetente e cu na scupa a manu.

Quiddru ete certamente don Gennaru...
Lu muertu puarieddru...lu scupatore.
Ieu stu fattu nu lu isciu chiaru:
su muerti o se sta ritiranu a ste ore?

Putìanu stare te mie quasi nu parmu,
quando lu marchese se fermàu e de bottu,
se gira bellu bellu... calmu calmu,
e tisse a don Gennaru:"Giovanottu!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"

"Se era iu te facìa cuntentu,
pijava la cascetta e ddre quattru osse
e propriu moi,uarda...te stu mumentu,
me nde trasìa intru a l'aure fosse".

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme bbitare..-piglia sta violenza...
La verità,Marchese,m'aggiu scucciato
cu te sentu;e se perdu la pacienza,
me scerru ca su muertu e su mazzate!...

Ma ci te criti ca sinti...nu diu?
Qua intra uè lu capisci,ca simu uguale?...
...Muertu si tie e muertu su pur'iu;
ognunu comu a n'auru é tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Tu quai Natale...Pasca e Bbifania!!!
Uè te lu minti a 'ncapu...ntra drra cervella
ca stai malatu ancora te fantasia?...
'La morte lu sai ce bbete?...è nna livella.

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grande omme,
trasennu stu cancello te tuttu puntu
ca ha perzu tuttu,la vita e puru lu nume:
tie nu t'ha fattu ancora stu cuntu?

Perciò, sientime...nun fare lu restìu,
supportame te coste ca simu certi
ste pagliacciate le face sulu unu ìu:
nui simu seri...appartenimu alli muerti!"

 

La pizzica di "destra"

 
IMPERDIBILE CHECCO ZALONE!!!