個人檔案Benvenuti nel mio blog相片部落格清單更多 工具 說明

部落格


28 November

Quando le cose della vita ti superano, quando 24 ore al giorno non ti bastano, ricordati del barattolo di maionese e del caffe'.

 
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo, chiede agli studenti se il barattolo e' pieno. chiede agli studenti se il barattolo e' pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di si. Cosi' il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo e' pieno e loro rispondono di nuovo di si. Poi il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti ancora esistenti. Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione. Quando la risata finisce, il professore dice: " Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita " Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restasse solo quello, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia e' tutto il resto, rappresentano le piccole cose- Se prima di tutto mettessimo prima la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro, nè per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremmo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sonono cruciali per la tua felicita' : gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica tuo sport o hobby preferito. Ci sara' sempre tempo di pulire casa, per riparare la chiavetta dell'acqua. Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorita', il resto e' solo sabbia. Per finire, il professore versa nel barattolo, 2 tazzine di caffe'. Uno degli studenti alza lamano e chiede cosa rappresenta il caffe'. Il professore sorride e dice : " Sono contento che tu mi faccia questa domanda ". E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tuavita, c'e' sempre posto per un paio di tazze di caffe, da consumare con una persona cara.....          
 
27 November

IO ODIO LE CATENE VIA E-MAIL!!!

 
Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perché grazie alla vostra generosità:

1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermisu una siringa infettata dal virus dell'HIV.

2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di 'Amy Bruce', una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...).

3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland.

4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia).

5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on-line.

6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia).

7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala.

8. Conosco il modo per essere felice e non più single per tutta la mia vita basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio)

9. Ho accumulato almeno 80.000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato (e quindi ho un a miagliaia di tutankamon ke mi stanno maledicendo...)

A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO IMPORTANTE: se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34... guarda che è vero!! Non sto scherzando!!

SE ANCHE TU NE HAI PIENI I COGLIONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA,FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO,
SPERANDO CHE SIA L'ULTIMO!!!!!

26 November

"Amore e...odio"...

 
Ho sempre sentito dire che
" l'amore" e "l'odio" fossero l'uno
l'opposto dell'altro come, le facce d'una medaglia
....In realta' pensandoci bene...l'opposto dell'amore,
e'..l'indifferenza...e non certo l'odio!...
Quest'ultimo infatti, comporta in se' un timore,
di perdita di un qualcosa.....come un affetto ....un amore....

Comunque esiste, un filo sottile
che li lega, seppure non a livello razionale....
Infatti come si arrivi a passare,
dall'affetto e comprensione,
ad una completa ostilita', esula dal nostro raziocinio...
Quando "c'innamoriamo" di qualcuno,
e' naturale, soffermarci sui lati del carattere
che piu' ci attraggono...trascurando ovviamente quelli....
che non gradiamo...e che quindi ne neghiamo,
inevitabilmente  la loro esistenza...

"Mentiamo" a noi stessi..o meglio
(l'amore fa anche questo..)
ci convinciamo solo dell'esistenza
delle cose positive...della persona
che ci sta' a fianco....
sapendo bene....di "bendarci gli occhi"...
Quando teniamo a qualcuno,
evitiamo tutto cio' che porterebbe ad uno screzio...
o quanto meno, qualcosa che possa "ferirlo".....
Se pero', si dovesse arrivare, ad una rottura
vera e propria....tutti quegli sforzi, fatti in precedenza...
improvvisamente "decadono", dimenticando l'affetto ..

Si arriva cosi ad "odiare", trasformando,
quello che un tempo era amore....in "guerra"...
Una guerra che il piu' delle volte ..non conosce limiti....
S'iniziano i "ricatti morali",
cattiverie gratuite e "rinfacciamenti" vari ......
E' inutile e sterile, tenere occupata
la mente con elucubrazioni del passato....
E l'odio, dalla persona,
si trasferisce agli oggetti d'appartenenza..
che repentinamente, diventano...
messaggeri di amori spezzati..di rivalse.....
e stupide ripicche...

Non deve pero' perdurare nel tempo...
perche' a quel punto diviene devastante..
Ma l'odio a volte...puo' sembrare strano,
diviene un sentimento "positivo" e
utile nel momento in cui, ci da quella spinta
e forza neccessaria, per superare ostacoli ...
Come quello di uscire finalmente da un passato....
che c'inaridisce, ogni giorno che passa un po di piu'.....

Ma non sempre...si riesce a perdonare...
senza cercare in alcun modo di ....vendicarsi....
Sono sicura...che in molti si "rispecchieranno",
in queste ultime frasi...in cui un odio....oltremodo
"accecante"...non ha permesso...
o forse non permette tutt'ora...
un'esistenza.."serena"...al di sopra delle parti...
Dove tutto "scorre" nel piu' totale...
rivangamento ....di ferite ancora aperte..........
 
 
23 November

23.11.2007


Che me manca!

Che me manca!I' tengo 'e llire, nun me manca niente,
me pozzo accattà chello ca me piace:
na statua d'oro, nu vapore argiento...
palazze, ville... case in quantità.

- Chi è cchiù felice 'e te?! - mme dice 'a ggente.
- Si ricco, si guaglione... che te manca? -
E chest' è overo, nun me manca niente.
Sulo na cosa mme vurria accattà...

Nu core... tutto core 'e tennerezza
ca me vulesse na muntagna 'e bbene...
ca me sbattesse 'mmano p' 'a priezza,
cuntento pe mme dà 'a felicità.

Dipende a me; nun voglio aspettà ancora.
Tuzzuliaje a porta 'e na figliola:
- Che t'aggia dà pe m'accattà stu core?
Qualunque prezzo, dì, che t'aggia dà? -

Me rispunnette cu bella maniera:
- '0 core nun se venne... se riala...
crediteme, ca io ve sò sincera...
cu 'e llire 'o core nun se pò accattà!

                                        Totò

18 November

...donne informatiche...

 
DONNA INTERNET:
donna di difficile accesso.

DONNA SERVER:
sempre occupata quando devi usarla.

DONNA WINDOWS:
tutti sanno che NON funziona ma nessuno puo' viverne senza.

DONNA DOS:
tutti l'hanno utilizzata almeno una volta ma nessuno la vuole piu'.

DONNA BACKUP:
avete sempre creduto che avesse tutto quello che potesse servire, ma al momento della verità manca sempre qualcosa.

DONNA SCANDISK:
si sa che e' buona e che vuole solo aiutarti, ma in fondo nessuno sa che cosa stia realmente facendo...

DONNA SCREENSAVER:
non serve a niente ma e' divertente!

DONNA HARD-DISK:
si ricorda di tutto, PER SEMPRE!

DONNA MOUSE:
funziona solo se maltrattata e sbattuta.

DONNA MULTIMEDIA:
fa sembrare tutto molto bello.

DONNA PASSWORD:
credi di essere l'unico a conoscerla, ma la conosce mezzo mondo!

DONNA MP3
tutti vogliono... scaricarla.

DONNA CPU:
da fuori sembra che abbia tutto, ma dentro e' vuota.

DONNA MONITOR:
vanitosa, ti fa vedere la vita con colori piu' brillanti.

DONNA LETTORE CD:
e' sempre piu' veloce.

DONNA DATA WAREHOUSING:
ti tiene al corrente di tutto, tranne di quello che realmente ti interessa.

DONNA E-MAIL:
ogni 10 cose che ti dice, 8 sono stronzate!

DONNA VIRUS:
anche conosciuta come "moglie", quando meno te l'aspetti arriva, si installa e s'impossessa di tutte le risorse. Se provi a disinstallarla perderai qualcosa, se non ci provi... perderai TUTTO!!!
 
16 November

16/11/2007

 
A ridere si rischia di apparire pazzi.
A piangere si rischia di apparire sentimentali.
A cercare gli altri si rischia di rimanere coinvolti.
A esprimere i propri sentimenti si rischia di essere respinti.
A esporre i propri sogni di fronte a tutti si rischia il ridicolo.
Ad amare si rischia di non essere corrisposti.
A continuare, pur con pronostici sfavorevoli, si rischia la sconfitta.
Ma bisogna saper correre dei rischi perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla.
Quelli che non rischiano nulla non fanno nulla, non hanno nulla, non sono nulla.
E' possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare.
Solo chi rischia è libero
15 November

Tanto per essere chiari...


Chi è "che" Guevara

Scopriamo insieme chi è stato il mito Guevara, il leader comunista cubano da sempre amato da tutte le generazioni.

 

Di buona famiglia, nasce a Buenos Aires nel 1928, Ernesto Guevara De La Serna  detto "CHE". Appassionato di viaggi in motocicletta, gira in lungo e in largo per l'America Latina, conosce luoghi e realtà diverse. E' affetto da asma cronica, ma ciò non gli impedisce di laurearsi in medicina agli inizi degli anni  '50. In Guatemala viene a conoscenza delle precarie condizioni di fame e miseria delle popolazioni sottoposte al Regime di Dittatura Comunista di Jacobo Arbenz. A causa dei forti interessi economici degli Stati Uniti in Guatemala, viene inviato un contingente militare statunitense a rovesciare il dittatore. Comincia così un odio smisurato da parte del "CHE" verso gli Stati Uniti. In una notte del 1955, Guevara incontra in Messico un giovane avvocato cubano in esilio che si prepara a rientrare a Cuba, Fidel Castro. Subito entrano in sintonia, condividendo gli ideali, il culto dei "guerriglieri" e la volontà di espropriare il dittatore Batista dal territorio cubano. Il CHE  sbarcherà a Cuba insieme a Fidel e altri guerriglieri in esilio. Nel 1956, autonominatosi comandante di una colonna di partigiani, si fa notare per la sua crudeltà e determinazione. Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno. Senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione. Nel 1958 riporta la prima "vittoria" sui miliziani del regime di Batista a SANTA CLARA. Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato "procuratore" (boia) della prigione della CABANA. La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore!

L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati. Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del "CHE", democratici e non violenti. Nel 1960 il "pacifista" GUEVARA, istituisce un "campo di concentramento" sulla penisola di GUANAHA,dove trovarono la morte oltre 50.000 persone colpevoli soltanto di non condividere i suoi ideali di "PACE E FRATELLANZA"!! Ma non sarà il solo campo, altri ne sorgeranno come a Santiago di Las Vegas dove c'è il campo Arco Iris, nel sud'est dell'isola sorge il campo Nueva Vida, nella zona di Palos si istituisce il campo Capitolo, quest'ultimo è un campo speciale per bambini sotto i 10 anni! Se una persona si era resa colpevole di reato a sfondo politico veniva arrestata insieme a tutta la famiglia.

La maggior parte degli internati veniva lasciata con indosso le sole mutande, le celle non erano mai pulite, si lasciavano a marcire per anni nei propri escrementi in attesa di fucilazione o torture indicibili.

Successivamente gli fu conferito l'incarico di Ministro dell'Industria e presidente del BANCO NACIONAL, la Banca centrale di Cuba.

Guevara non perde tempo a mettere in pratica il suo"modello sovietico".

Pratica sport impensabili per l'economia di Cuba, sia allora che oggi. La vita "comoda" e l'ozio ammorbidiscono il guerrigliero Guevara; mette su qualche chilo e passa il tempo tra un party e le gare di tiro a volo, ma non disdegna la caccia grossa e la pesca d'altura.

In omaggio a Lenin, chiama il suo primogenito Vladimir. Nel suo testamento, da buon allievo della scuola Maoista-Leninista del Terrore, scrive:

"AMO L'ODIO, BISOGNA CREAREL'ODIO E L'INTOLLERANZA TRA GLI UOMINI, PERCHE' QUESTO RENDE GLI UOMINI FREDDI, SELETTIVI E LI TRASFORMA IN UNA PERFETTA MACCHINA PER UCCIDERE".

Queste parole non vengono da Heinrich Himmler, il fondatore e ideatore delle SS germaniche, bensì dall'uomo che per oltre 30 anni è stato falsamente mitizzato come simbolo di pace e uguaglianza, di amore per il prossimo e di fratellanza. Guevara si adopera a diffondere sistematicamente la guerriglia in giro per il mondo, il suo motto: "Creare due, tre, mille Vietnam!"

Nel 1963 è in Algeria dove si unisce a Dèsirè Kabila, un marxista, grande sterminatore di popolazioni civili. Il suo continuo desiderio di diffusione per la lotta armata, lo porta del 1967 in Bolivia dove si allea col Partito Comunista Boliviano ma non riceve alcun appoggio da parte della popolazione locale, nessuno di loro si unisce alla sua unità di guerriglieri.
Isolato e braccato, Ernesto Guevara De La Serna detto "CHE", venne   catturato dai miliziani locali boliviani e  giustiziato il 9 ottobre 1967. Molti lati di  questa
vicenda non furono mai chiariti come  non si saprà mai quali  responsabilità ha avuto  Fidel Castro nella  morte del "CHE".
Di tutto  questo orrore sopra descritto non si è mai  saputo iente di ufficiale fino  alla grande fuga del  popolo cubano del 1980. Milioni di cubani si  riversarono nella locale Ambasciata del Perù  chiedendo asilo politico  per la vita durissima  imposta loro dal  Regime Dittatoriale Comunista.
per liberarsi definitivamente di questi rifiuti umani (diceva lui) scaricandoli alla tanto odiata America.

ECCO CHI E' QUELLO CHE CAMPEGGIA SULLE BANDIERE DURANTE LE MARCE DELLA "PACE"

 

 

14 November

14/11/2007

 
Questo di seguito è  l'intervento che una ragazza ha lasciato sul forum di NonSoloSalento.it, mi ha molto colpito per cui volevo farlo leggere anche quì, sul mio blog...
 
Adoro giocare a calcetto. Lo faccio sul campetto un po’ malconcio della mia parrocchia, con le amiche di sempre. Tra le gocce di sudore e le rovinose cadute in cui ci cimentiamo, ridiamo continuamente dei nostri vari e curiosi tentativi di fare goal; una risata che nessuno ascolta, se non il parroco o qualche papà che vuole godersi lo spettacolo divertente di giovani donne dietro un pallone, fatica che ancora molti definiscono solo per uomini.

Quando calpestiamo quel cemento ruvido, nessuno sa che in quella zona collinare di Galatina (LE), in quel preciso momento, qualcuno sta gioendo del lato più bello dello sport. Nessuno lo sa. Forse lo può immaginare dai nostri sorrisi chi passa da quelle parti, ma di certo non lo sa la maggior parte della gente, intenta ad osservare fatti più eclatanti, come quelli dello sport che si alimenta di agonismo sleale, sull’erba e sugli spalti.

Non lo sa Gabriele Sandri che forse, un attimo prima di morire, alimentato probabilmente da chi lo circondava, era stato aggressivo con chi al collo non aveva come lui la sciarpa biancoceleste; non lo sa quel poliziotto che ha premuto il grilletto scaricando forse in quel fulmineo scatto della pistola tutta la paura di non riuscire a frenare l’ennesima rivolta e di darla vinta, ancora, alla violenza gratuita.

Non lo sa chi vuole sospendere il campionato, privando del piacere di una domenica allo stadio chi allo stadio ci va davvero per vedere pacificamente una partita; non lo sanno gli ultras che credono di rendere giustizia al compagno romano distruggendo le città.

Proviamo a pensare che non è morto un tifoso: è stato ucciso un ragazzo. Forse si è trattato di un incidente, ma il percorso di quella tragica fatalità, prima ancora di essere scritto da quel proiettile, era stato già tracciato dai pugni, dalla cattiveria dei cori, dagli sguardi di odio. Ai funerali di Gabriele, invece, i cori si sono zittiti, gli sguardi sono stati nascosti da occhiali scuri, i pugni si sono placati aprendosi in mani piene di fiori. Bandiere di ogni colore hanno convissuto silenziose prima e durante la cerimonia; da tutta l’Italia si sono mosse per andare a dare testimonianza di solidarietà, per stringersi intorno ad una morte assurda.

Una bara li ha uniti più di quanto abbia mai fatto un campo di gioco, trasformato troppe volte in una trincea di guerra; paradossalmente è stata la bara a farli sentire tutti fratelli, senza che strisce nerazzurre o giallorosse potessero fare differenza. Ma quando quella bara sparirà per sempre dalla loro vista, i colori torneranno a distinguersi e gli animi ad essere fomentati dalla violenza di un razzismo ridicolo. 
E tutti continueranno a non sapere mai come noi ci divertiamo su quel campetto disastrato della nostra parrocchia. Lì non c’è sangue; al massimo il segno lasciato da un ginocchio finito a terra durante una circense piroetta sul pallone. Le conseguenti risate mi distendono ancora adesso. Ma anche questo, nessuno lo saprà mai.

di Valentina Chittano


 

10 November

10/11/2007

 
...se vi venisse in mente di chiedermi dove sono in questo momento
io vi risponderei così:
“...Come non lo sapete?
Sono lassù... in salita...
una salita che è cominciata ormai da molto tempo.
Una salita che inesorabilmente aumenta di pendenza,
che affronto ormai senza fiato
con l'acido lattico che aumenta nei muscoli
e che invia al cervello un segnale d’eccessiva fatica.
Più pedalo e salgo e più non riesco a vedere la fine,
la pianura, la discesa
o il traguardo.
Alzo la testa è vedo solo salita.
Una salita che è diventata un nemico da sconfiggere,
da annientare,
ma praticamente imbattibile.
Non ho con me il gruppo a cui aggrapparmi nei momenti difficili,
un fido gregario a cui chiedere il cambio.
Sono solo.
Ma in fondo è questo che ho sempre voluto.
Pedalare da solo.
Perchè quando si è soli nessuno può approfittare della tua fatica,
del tuo dolore.
Non condividere parole, sensazioni con nessuno.
Solo con me stesso.
Questa è la mia salita.
Sentire il rumore del vento in faccia e il battito accelerato del cuore.
Nient’altro.
Solo silenzio tra una pedalata e l’altra.
La consapevolezza dell’esistenza di salite ben più impegnative di questa,
di corridori che hanno dovuto superare passi ben più faticosi…
Ma io no…
Non ce la faccio
Non sono un vincente
Non sono neanche uno scalatore
Allora perché mi trovo qui??”
…se vi venisse in mente di chiedermi dove sono in questo momento,
non lo fate,
...immaginatemi lassù…
e basta...
 
9 November

C'è chi si "gode la vita"...

 
Un incubo da 200 orgasmi al giorno

A 24 anni una ragazza soffre di una malattia incredibile: ogni piccola vibrazione le provoca un orgasmo...

Sembra una barzelletta, ma per Sarah Carmen, una ragazza di 24 anni londinese, è un incubo.

Qualunque tipo di vibrazione le provoca orgasmi: dal passaggio di un treno al soffio dell’asciugacapelli, al ronzio di una fotocopiatrice. Può arrivare a provarne duecento in un solo giorno

La povera ragazza è affetta da “Permanent Sexual Arousal Syndrome” (PSAS), una malattia che aumenta il flusso sanguigno agli organi sessuali. Durante l'intervista in cui ha spiegato il suo disagio, Sarah ha provato ben cinque orgasmi. E l'intervista è durata solo 40 minuti... 

Aveva solo 19 anni quando ha inziato a soffrire di questo disturbo, e tutto è successo dopo aver preso degli antidepressivi. E, per rendere ancora tutto più tragicomico, c'è il fatto che Sarah lavora come estetista in un salone di bellezza: tra asciugacapelli, massaggiatori e altro, passa le giornate al culmine dell'eccitazione. Le sue amiche la invidiano e le sue colleghe cercano sempre di aiutarla.

C'è da immaginare la faccia delle clienti quando, nel bel mezzo di un trattamento, comincia ad arrivare l'orgasmo...

La PSAS è comunque una malattia così rara che neanche gli esperti riescono a trovare una spiegazione scientifica valida.

 della serie c'è chi gode tutta la vita!!!! heheheheheh

 
 
8 November

08/11/2007


Oggi mi sono svegliato critico nei confronti di chi critica..... queste parole sono tratte da Radiofreccia il film di Ligabue uscito nel '98.....

"Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri."

quante volte siamo stati giudicati e indicati per quello che non siamo... qual'è il giudizio che più di ogni altro temiamo?

3 November

03/11/2007


Secnodo un pfrosseore dlel'Unviesrita' di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l'uinca csoa imnorptate e' che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato puo' serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si puo' legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?
1 November

01/11/2007


E raccontano che lui si trasformò
in albero e che fu
per scelta sua che si fermò
e stava lì a guardare
la terra partorire fiori nuovi
così
fu nido per conigli e colibrì
il vento gl'insegnò i sapori di
di resina e di miele selvatico
e pioggia lo bagnò
la mia felicità - diceva dentro se stesso -
ecco... ecco... l'ho trovata ora che
ora che sto bene
e che ho tutto il tempo per me
non ho più bisogno di nessuno
ecco la bellezza della vita che cos'è
"ma un giorno passarono di lì
due occhi di fanciulla
due occhi che avevano rubato al cielo
un po' della sua vernice"
e sentì tremar la sua radice
quanto smarrimento d'improvviso dentro sé
quello che solo un uomo senza donna sa che cos'è
e allungò i suoi rami
per toccarla
capì che la felicità non è mai la metà
di un infinito
ora era insieme luna e sole
sasso e nuvola
era insieme riso e pianto
o soltanto
era un uomo che cominciava a vivere

ora
era il canto che riempiva
la sua grande
immensa solitudine
era quella parte vera
che ogni favola d'amore
racchiude in sé
per poterci credere

ma riprese la sua strada

dopo aver annusato i germogli in fiore

è la storia della vita

dove l'albero continuò a crescere

nella gioia della solitudine

capendo che era meglio vivere...

vivere senza amore

perchè la favola d'amore può illudere...

e la sua libertà

l'aveva portato a comprendere...
quanto è stato stupido poterci credere

ora era fermo nel suo destino

e poteva credere...

che la sua grande solitudine

era una cosa unica e a sua nota della vita

era quella...

ma per scelta sua che si rifermò
e stava lì a guardare
la terra partorire fiori nuovi...

non cadendo più nei suoi stessi errori...