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24 มกราคม

Volta pagina...chiudi il cerchio..

 

E’ sempre importante sapere quando termina una tappa della vita. Se insisti a rinchiuderti in essa più del necessario perdi la gioia e il senso del resto. Occorre saper voltar pagina, occorre saper chiudere certe cose, occorre saper concludere certi capitoli.
L’importante è saper chiudere il cerchio e lasciare che certi momenti della vita si concludono. Hai terminato il tuo lavoro? E’ finita una relazione? Non vivi più in quella casa? Devi partire per un viaggio? Un rapporto si è interrotto? Puoi passare molto tempo del tuo presente intestardendoti sui perché, rivedendoti i filmati, interrogandoti perché ciò è accaduto. Il logorio sarà infinito, perché nella vita, tu, io, il tuo amico, i tuoi figli, i tuoi fratelli, tutti e tutte siamo chiamati a chiudere capitoli, a voltar pagina, a concludere certe tappe e certi momenti della vita e a proseguire oltre.
Non possiamo stare nel presente avendo nostalgia del passato. E neppure domandandoci continuamente perché. Ciò che è successo, è successo. Occorre scioglierlo, occorre liberarsene. Non possiamo restare bambini in eterno, né adolescenti tardivi, né impiegati di imprese inesistenti, né tenere legami con chi non desidera avere vincoli con noi. I fatti passano e bisogna lasciarli andare.
Per questo a volte è tanto importante distruggere i ricordi, fare dei presenti ossia dei regali, cambiare casa, cestinare dei fogli, buttar via dei documenti, vendere o regalare dei libri. I cambiamenti esteriori possono simboleggiare processi interiori di superamento. Lasciar andare, sciogliere, liberarsi.
Nella vita nessuno gioca con le carte truccate. Bisogna imparare a perdere e a vincere. Bisogna lasciare andare, voltare pagina, vivere solo ciò che abbiamo nel presente. Il passato passò. Non attendere che te lo restituiscano, non attendere che te lo riconoscano, non attendere che taluni si rendano conto di ciò che eri.
Liberati dal risentimento. L’avere un "televisore personale", nel quale rivivere le stesse scene ha come sola conseguenza di danneggiarti mentalmente, di avvelenarti l’animo, di amareggiarti. La vita è protesa in avanti, non indietro. Se vivi l’esistenza lasciando "porte aperte" non potrai mai liberartene né vivere l’oggi con soddisfazione.
Fidanzamenti o amicizie non concluse? Possibilità di tornare indietro? A quale scopo? Bisogno di chiarimenti? Parole che non furono dette? Silenzi urtanti? Se puoi affrontali ora, fallo, se no, lasciali andare, chiudi il cerchio. Dì a te stesso che non ritornano. Però non con orgoglio, né superbia, ma per non rimanere intrappolato in quel luogo, in quel cuore, in quella casa, in quell’officina, in quell’ufficio. Non sei lo stesso che eri due giorni fa, tre mesi fa, un anno fa. Pertanto non c’è nulla verso cui tornare.
Chiudi la porta, volta la pagina, chiudi il cerchio. Non sarai più il medesimo, né identico sarà il luogo a cui ritornerai, perché nella vita nulla resta immobile, nulla è statico. E’ salute mentale, è amore verso se stesso, liberarsi di ciò che non appartiene più alla propria vita.
Ricorda che niente e nessuno è indispensabile. Non una persona, non un luogo, non un lavoro. Nulla è vitale per vivere, perché quando tu venisti al mondo, giungesti senza adesivi. Pertanto, se abbiamo l’abitudine di vivere attaccato ad esso, è frutto di un lavoro personale imparare a vivere senza di esso, senza l’adesivo umano o fisico che oggi ti duole lasciar cadere. E’ un processo apprendere e distaccarsi e si può umanamente ottenere, poiché – te lo ripeto – nulla e nessuno ci è indispensabile.
Sono solo abitudini, attaccamenti, bisogni. Chiudi, ripulisci, liberati, scuoti via, sciogliti. Vi sono molte parole per significare la salute mentale e qualunque sia quella che scegli ti aiuterà ad andare avanti con serenità.

Questa è la vita!
(Paulo Coelho)

19 มกราคม

Cyrano

 

 

Questa canzone scritta e cantata da colui che rimane uno dei massimi cantautori della musica italiana, Francesco Guccini, rimane da sempre una delle mie storie preferite. Parlo di storie, e non di semplice canzone, perchè Guccini è riuscito a riportare in musica i versi di una delle più belle vicende romantiche del 600 francese, alla quale tra l'altro, è stata ispirata poi una commedia teatrale scritta da un poeta drammatico francese Edmond Rostand a fine 800, che tratta della figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac estroso scrittore della sua epoca.

La trama del Romanzo è questa: (la copio da wikipedia così non perdo pezzi di racconto per strada anche se è una storia che conosco da tantissimo tempo...)

Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, scrittore e poeta in bolletta dalla irresistibile vitalità. Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti. Spaventoso e inarrestabile con una spada in mano, egli però segretamente nutre un candido ed impossibile amore per la bella Rossana, sua cugina.

Quando sta per rivelarsi alla sua amata, però, viene a scoprire che lei è innamorata di Cristiano, un giovane cadetto, bello ma non molto intelligente. Cyrano decide allora di allearsi con lui per fargli conquistare proprio il cuore di Rossana, e si improvvisa così "suggeritore" per l'altrui passione, scrivendo lettere e poesie per conto dell'amico, ma covando dentro di sé comunque l'amore per la cugina. Cristiano riesce infine a conquistare la sua amata, ma l'unione tra i due giovani è osteggiata dal potente di turno, De Guiche, invaghitosi della bella. La guerra costituisce dunque una perfetta occasione per allontanare i due innamorati: Cristiano assieme a Cirano finiranno con la loro compagnia di cadetti al fronte... Sfortunatamente Cristiano muore e Rossana decide di ritirarsi in un convento.

Solo al termine della propria vita, trascorsi molti anni, Cirano confesserà (seppur involontariamente) all'amata il suo sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi.

Ora... (sono di nuovo io a parlare), mi va di accennare a questa storia perchè in fondo anche oggi a 400 anni di distanza noto che le cose non sono cambiate poi tanto, in quanto, con mezzi o parole diverse si prova sempre a parlare di sentimenti.. magari oggi non siamo muniti di spade ma anche in una realtà virtuale come questa, in cui come misera arma ci ritroviamo un pc ( a volte pure poco funzionante), a parer mio, potremmo individuare migliaia di Cyrano che nascosti dietro un pavido nickname tentano ognuno a proprio modo di far sapere alla loro "amata" quello che provano... Pero'.. io mi domando... se Cyrano si vergognava del suo "importante" naso e non aveva il coraggio di rivelare a Rossana ciò che provava per lei... Nella realtà virtuale di oggi dove ormai la maggior parte delle persone cerca un po' di sentimento, tutti hanno un brutto naso o un brutto aspetto, o alcune persone non hanno proprio il coraggio di guardare una persona negli occhi e provare anche semplicemente a fare quattro chiacchiere? Io intanto continuo ad amare questa storia perchè anche se non ha il lieto fine parla sempre di sentimenti puri e rari al giorno d'oggi...

18 มกราคม

18/01/2009

 

Abbiamo mangiato le mele senza lavarle né sbucciarle e siamo ancora qui.
Abbiamo girato scalzi sei mesi l'anno e siamo ancora in piedi.
Abbiamo mangiato tanto pane, vecchio anche di vari giorni, e non abbiamo avuto bisogno di cure dimagranti.
Allora eravamo stesi, ora solo tesi.
I vecchi non riscuotevano la pensione, ma non venivano abbandonati.
I prodotti alimentari non avevano la scadenza, ma si mangiavano subito.
Non c'erano gli elettrodomestici e per il bucato le donne usavano sapone, cenere e tanto sudore.
Mancava il frigorifero? Nessun problema, si comprava alla giornata.
Non ci riempivano le buchette della posta di pubblicità, mancavano entrambe.
C'erano pochissimi sportelli bancari, mancavano i soldi da depositare e ce n'erano troppo pochi per poterne chiedere a prestito con qualche speranza.
Allora gli sposi novelli, uscendo dalla chiesa, buttavano alla gente gli zuccherini (nobiltà della miseria!) oggi vengono coperti di riso (stupidaggine della ricchezza!).
Le automobili per suonare usavano la tromba con la pompetta di gomma; nessun problema, le automobili erano rarissime.
Non c'erano i compact-disk, ma si cantava molto più di adesso.
Non c'era la televisione e il computer, ma quanta fantasia!
Non c'erano i telefoni cellulari, ma eravamo sempre informati lo stesso.
Andando a scuola non avevamo lo zaino pieno, eppure non ci mancava nulla.
Quei pochi gelati che ho mangiato li ho mangiati col pane.
Avevamo i pantaloni con le pezze, ma era una necessità, non una moda.
Pochi giocattoli ci venivan regalati, ma ci siamo divertiti con le cose più semplici.
A sei anni si cominciava ad andare a scuola e a spigolare, col tempo avremmo imparato a fare di tutto. Dove mettevamo i rifiuti? O ai maiali o nel fuoco.
La crusca la davamo ai maiali, adesso la vendono in farmacia.
Non ci han portato al mare o a sciare, noi però ci abbiam portato i figli e i nipoti.
Esistevano già il parmigiano e il prosciutto di Parma, ma noi conoscevamo solo la mortadella.
I bimbi non nascevano in provetta, ma nascevano.
Pochissimi avevano il bagno o la doccia, ma c'erano i maceri, i torrenti e la bacinella.
Abbiamo bevuto l'acqua del pozzo e siamo sopravvissuti.
Non abbiamo mai chiuso la porta a chiave e non ci è mai mancato nulla.
Non andavamo mai dal dottore né lui veniva da noi: eravamo sani come pesci.
Non si andava a teatro o al cinema, ma avevamo il cortile e la stalla.
Si parlava solo il dialetto, ma ci si intendeva benissimo.
Il sogno di noi maschietti era la bicicletta.Il mio lavoro più bello? La vendemmia.
Cosa non avremmo voluto? I geloni.
Il mio punto di riferimento? La chiesa e l'oratorio.
Cosa invidiamo ai giovani di oggi? La biro e i jeans.


Il mio rimpianto? Gli amici e la mia gioventù.

...dal web...

17 มกราคม

"Amici"?...forse!

 
Amicizia....Purtroppo parliamo con troppa facilita' di questo sentimento...
E con la stessa superficialita' crediamo di darla e d'averla...
Niente di piu' errato!
In questo contesto, sembriamo tutti amici, dove baci ed abbracci, si sprecano nei commenti...
Pero' basta una frase sbagliata...una parola di troppo, che improvvisamente i toni si scaldano, si risponde con "cattiveria" gratuita e l'amicizia...bhe' quella svanisce in una bolla di sapone....
Per poi riaccendersi all'apparire di belle parole e spegnersi subito dopo, con la stessa facilita'!
Questa e' amicizia? No, forse una semplice parvenza di essa, dove pero' primeggia l'ipocrisia!
Tutti amici quando sentiamo pronunciare, o scrivere parole che ci aggradano...
L'amicizia, non e' dire solo e sempre quello che ci fa comodo!
Ma saper affrontare situazioni, dove il cuore seppure con difficolta', non si lascia intimorire e non cela parole a volte necessarie anche se fanno male...
Dire quello che si pensa (senza offendere) rinforza e fa capire quanto siamo leali nei confronti di coloro che riteniamo amici.
Non pretendere d'essere "amici" di tutti, perche' questo e' impossibile...
Ma circondarsi di persone che sanno comprenderci e non chiedono nulla in cambio, e' possibile! Fidarsi di qualcuno e' istintivo...ma l'amicizia e' razionale...
Se c'e' opportunismo, nel momento del bisogno, svanisce. Non e' competitiva, perche' c'e' sempre posto per tutti....e non porta sciocche gelosie ne "diritti" di proprieta' esclusiva...L'amico non ti giudica, ma ti parla e ti capisce, anche quando sbagli....

16 มกราคม

Ciao Valentina...

 
Provo tanta tristezza..
Non conoscevo Valentina Giovagnini, fino a quando non ho letto la notizia su un quotidiano locale e mi sono ricordato di Sanremo...
Anch'io studio uno strumento e so quanto sacrificio comporta cercare di realizzare un sogno....
Valentina mi ha colpito da subito per la qualità eccellente della sua musica e per l'originalità del suo prodotto, in un paese infarcito, purtroppo, di pop di scarsissima qualità...e brucia sapere che qualcuno non ha permesso a Valentina di esprimere quello che aveva dentro..
A chi soffre per la perdita di questo angelo posso dire questo...
Valentina ha lasciato un segno, nonostante il mancato successo (ma qual'è il successo che poi conta veramente nella vita?)..ha lasciato un ultimo lavoro da ascoltare e apprezzare...
E quando gli anni trasformeranno il dolore profondo di ora, in tristezza e senso di vuoto, questo vuoto potrà essere colmato dalla sua bella voce..
Addio Valentina, ragazza sfortunata...forse un giorno ci incontreremo da qualche parte...spero soltanto che tu possa ora godere in pienezza l'arte che hai dentro...e se puoi, sostieni i tuoi familiari in questo momento così difficile..
Con affetto.
Stefano. 
 

 

13 มกราคม

"Frammenti" di felicita'...

 
"Quando la felicità ci viene incontro non è mai vestita come pensavamo,
spesso ci passa accanto silenziosa e non sappiamo riconoscerla."

~ Romano Battaglia ~

~~

L' alternarsi continuo di  nuove vibrazioni interne, comincia
a mostrare intatte emozioni,  che lentamente si  profilano 
all'orizzonte...
Un altro mondo forse... o più semplicemente un diverso modo di
relazionarsi,  con atteggiamenti  di maggior comprensione e
disponibilità verso gli altri, e se stessi...
  Riscontrare nelle  piccole cose,  sparuti attimi di serenità e
di  "gioia"... Forse non ci si sofferma mai abbastanza
a riflettere e considerare,  quello
che per molto tempo si è dato per scontato...
Piacevoli momenti  di  benessere,  per me non sono certo
istintivi,  ma  potrebbero esserlo, se non trovassi il modo, 
di  "frenare" libere discese,
con lucida razionalità,  che  riporta inevitabilmente
i piedi  a  terra!...
Sto imparando a lasciarmi andare, e  non controllare
quello che in alcuni momenti, mi spaventa... ma forse non riesco
a  gioirne completamente, 
 preso come sono, a ponderare ogni  frangente!...
Complicate sequenze di desideri inascoltati, 
volano basso... ma  pian piano si elevano senza grandi pretese, 
verso  impercettibili  frammenti, di celata
felicità...

12 มกราคม

Alone

 
From childhood's hour I have not been
As others were; I have not seen
As others saw; I could not bring
My passions from a common spring.
From the same source I have not taken
My sorrow; I could not awaken
My heart to joy at the same tone;
And all I loved, I loved alone.
Then- in my childhood, in the dawn
Of a most stormy life- was drawn
From every depth of good and ill
The mystery which binds me still:
From the torrent, or the fountain,
From the red cliff of the mountain,
From the sun that round me rolled
In its autumn tint of gold,
From the lightning in the sky
As it passed me flying by,
From the thunder and the storm,
And the cloud that took the form
(When the rest of Heaven was blue)
Of a demon in my view.
 
(Edgar Allan Poe, 1830)

 
 
11 มกราคม

Il mio ricordo...

 

10 ANNI DI TOTALE PRESENZA, MA DI QUESTO CLAMORE NE AVREBBE FATTO VOLENTIERI A MENO. COME TUTTI GLI ALTRI, CHE CI HANNO LASCIATO ORFANI, CON UNA LACRIMA ANCORA DA SPENDERE!

04 มกราคม

A proposito di amicizia...

 
Amico mio, io non sono ciò che sembro.
L'apparenza è come un'abito che indosso,
un'abito che protegge me dai tuoi interrogativi
e te dalle mie negligenze.
Amico mio, l' "io" dimora in me nella casa del silenzio
e lì rimarrà per sempre,
impercettibile e inavvininabile.
Non voglio che tu creda ciecamente in ciò
che dico o faccio, le mie parole e le mie azioni infatti
non sono altro che i tuoi pensieri e le tue speranze resi tangibili.
Quando tu dici "Il vento spira verso est",
io confermo "Sì, spira proprio in quella direzione";
perchè non voglio che tu sappia che la mia mente
non dimora nel vento ma nel mare.
Tu non puoi capire i miei pensieri
trasportati dalle onde, nè voglio che tu lo faccia.
Preferisco navigare da solo.
Quando da te è giorno , da me è notte;
e pure descrivo il mezzogiorno che danza sulle colline e
la furtiva ombra purpurea che attraversa la valle;
perchè tu non puoi udire il canto della mia oscurità
nè vedere il battito delle mie ali contro le stelle;
del resto, meglio così.
Rimarrò solo con la mia notte.
Quando tu ascendi al Paradiso,
io scendo dall'inferno;
e quando, dalla riva opposta del golfo che ci separa,
mi chiami: "compagno, amico ",
a mia volta ti chiamo "compagno, amico "
poichè non voglio che tu veda il mio Inferno.
La fiamma ti brucerebbe gli occhi
e il fumo ti invaderebbe le narici.
E io amo troppo il mio Inferno per fartelo visitare.
Resterò all'Inferno da solo.
Tu ami la Verità,
la Bellezza,
la Giustizia
e io per amor tuo dico che amare è giusto e decoroso,
anche se dentro di me rido del tuo amore.
Ma non voglio che tu lo veda.
Riderò da solo.
Amico mio, tu sei buono, cauto e saggio,
certo , sei perfetto.
Anch'io, benchè sia pazzo,
quando parlo con te lo faccio con saggezza e con cautela,
mascherando la mia pazzia.
Sarò pazzo da solo.
Amico o nemico che tu sia,
come posso farti capire?
Anche se camminiamo insieme,
mano nella mano, la mia strada non è la tua.

(Kahlil Gibran)

02 มกราคม

Il mio credo non ha certezze...

 

Credo, ma non ne sono sicuro, che non esistono certezze
credo, che credere in quello che credi non dia certezze
credo che forse sarebbe meglio avere certezze
Credo che forse sarebbe meglio non avere certezze
Credo è solamente la mia opinione
credo che sia sempre meglio utilizzare il forse...forse
credo che molti fingono di avere certezze
credo che qualcuno è convinto di avere certezze
Credo che anche tu che credi in te stesso non hai certezze
credo, per me vuol dire che tutto è possibile
credo, senza condizioni e nessuna certezza
credo che sia giusto così, ma potrei sbagliarmi
credo che se qualcuno crede di essere libero si sbagli
credo di essere libero di credere in ciò che voglio
Credo che con tre colori si possa fare un'arcobaleno
Credo che solo l'amore possa dare certezze
Credo che è sempre più difficile credere nell'amore
credo che non credere più nell'amore porti alla fine
Credo che forse dovrei iniziare ad amare più me stesso
credo e ne sono certo di aver creduto in te
credo che quando si smette di credere tutto finisce
Credo, e ne sono certo che esiste la fine dell'universo
credo che aver fede faccia credere che ci siano certezze
credo che ci sia stato un'inizio...
credo in Dio