More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  Benvenuti nel mio blogPhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

Benvenuti nel mio blog

May 16

16 maggio 2008

 
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote
ma doppiate...

Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole....

Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...


Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'e'
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e...


May 14

14 maggio 2008

 
"In qualsiasi momento tutto può cambiare,
senti il vento sulle tue spalle...
Per un minuto, tutto il mondo può attendere...
lascia andare il tuo passato
apri la parte di te che vuole nascondersi
e potrai risplendere
inizia a tentare di tutto,
perchè è il tuo momento
quello di volare...
"
May 05

LOVE IS A LOSING GAME

 
For you I was the flame,
Love is a losing game
Five story fire as you came,
Love is losing game

One I wish I never played,

Oh, what a mess we made
And now the final frame,
Love is a losing game

Played out by the band,
Love is a losing hand
MOre than I could stand,
Love is a losing hand

Self professed and profound
Tilter tips were down
Know you’re a gambling man
Love is a loosing hand

Tho’ I battled blind,
Love is a fate resigned
Memories mar my mind,
Love is a fate resigned

Over futile odds,
And laughed at by the Gods
And now the final frame,
Love is a losing game

La canzone è stupenda, una di quelle che mi trapassano e che mi spingono a chiudere gli occhi (guidando è un vero casino) immaginando ciò che non sarà mai: sabbia fredda, mare calmo, buio ed un auricolare a testa, abbracciati, avvolti da note senza tempo, senza ragione, senza mondo.

Non so se l'amore sia un gioco a perdere, so che spesso la paura di un fuoco frena ancor più se ci si (ri)conosce e se ci si rispecchia nell'altro, le similitudini creano prima stupore poi imbarazzo perché si rischia di prevedere ciò che si proverà sapendo che si è "in sintonia".
Nel sentimento, le rare volte che (forse) l'ho incontrato, mai ho cercato la ragione ma sempre la logica, se due si "vogliono" si devono reciprocamente "cercare" e non evitarsi sommando ostacoli a già evidenti problemi: questo ho creduto profondamente vero e questo raramente ho riscontrato portandomi alla conclusione che forse ho di questo "mondo" sentimentale una concezione assurda, poco attinente al reale.
Rimane il fatto che questa, come altri brani, sia una delle canzoni che più mi "stimolano" ed alla mia età a volte mi sento ridicolo, specie quando di queste cose devo parlare con una ragazza di sedici anni, lei si che ha quasi il "dovere" di sognare mentre io che mai ho sognato davvero a volte vengo tacciato di non comprendere le difficoltà reali, i miasmi del quotidiano e di librarmi tra le nuvole.
Proprio io che...  ehhmmm.... mi fermo quì....

 

May 04

Suoni Liberi in concerto - 1 maggio

 

La mia terra
 

Ti lascio una parola
 

 
May 03

"Che cosa c'è..."


Apnea.
Ci sono momenti in cui per scelta preferisci vivere così,
forse a pensarci nemmeno è scelta
ma condizione indispensabile
non potendo respirare ciò che vuoi,
si,vuoi,
prepotente.
E mentre aspetti il respiro tu guidi
fedele al "si,viaggiare"
avendo però in mente
(finalmente?)
tappe fatte di aria
(possibilmente non fritta)
aliti di vita e sogni,
quelli che sempre t'hanno fatto ridere.
Ed ora paiono verosimili.
Paura e stupore saranno le buche,
strada dissestata a prima vista
eppure sembrerebbe così lineare,
si,
perchè ogni cosa deve avere un senso.
Solo il soprannaturale non l'ha,
il resto è logica.

Spero.


    "...ECCO COSA C'E'..."
April 30

Suoni Liberi in concerto

 
 
Vi Aspettiamo!!! Non Mancate!!!
 
April 29

L'India si svela a teatro nella danza e nelle ritmiche

 
Luisa Spagna
 
Il 29 aprile, alle 21, presso il teatro “Paisiello” di Lecce, si terrà lo spettacolo “India tra ritmi e stili di danza”.
Si tratta del momento conclusivo delle manifestazioni che hanno coronato la mostra fotografica “Kailash la montagna degli dei Pellegrinaggio in Tibet sulle orme di Giuseppe Tucci”, di Rosa Maria Cimino, docente fotografica di Archeologia e storia dell’arte dell’India presso la facoltà dei Beni culturali dell’Università del Salento (la mostra è in svolgimento presso il monastero dei Teatini di Lecce dal 4 al 28 aprile). 
Il monte Kailash è fra i luoghi più sacri del mondo ed è meta di pellegrinaggio da parte degli adepti di ben quattro religioni: induismo, buddhismo, jainismo e bon.
Lo spettacolo “India tra ritmi e stili di danza,”così come anche gli altri eventi, ha voluto rendere omaggio al Tibet e alla sua millenaria cultura, ricordando la difficile situazione in cui versa da tempo il suo popolo.
La danza classica dell’India è una forma di teatro-danza in cui il corpo della danzatrice è coinvolto in diverse modalità espressive: il gioco ritmico dei piedi, il linguaggio espressivo delle mani e quello mimico-interpretativo del volto. Tutto ciò concorre a rendere la danza classica indiana una forma unica nel panorama della coreutica, in cui i momenti di danza astratta si alternano all’interpretazione di brani poetici. Tre gli stili di danza classica indiana che verranno presentati: kathak, odissi e chhau di Seraikella. Interpreti sono: Rosella Fanelli, Luisa Spagna e Paolo Pacciolla.
Rossella Fanelli, danzatrice professionista con una esperienza ventennale in India, introdurrà alla danza kathak, stile classico del nord dell’India, la cui caratteristica principale è il complesso gioco ritmico dei piedi.
Luisa Spagna, danzatrice professionista formatasi nelle accademie indiane, introdurrà a due stili: lo stile odissi, originario dello stato dell’Orissa, in cui la geometria del corpo fa da base per esprimere il ritmo e l’interpretazione poetica, e lo stile chhau di Seraikella, dello stato di Jhaharkhand, in cui l’uso di particolari maschere ne rafforza il lirismo. 
Paolo Pacciolla musicista e musicologo, presenterà la musica classica indiana, stile dhrupad, con il pakhawaj, tamburo a due facce, strumento sacro della tradizione hindu con un ricchissimo repertorio come solista. Le improvvisazioni per solo daff, tamburo circolare portato in India dai sufi condurranno invece nelle atmosfere delle corti Moghul. Lo spettacolo, così come gli altri eventi, sono stati organizzato dall’Università del Salento, facoltà di Beni culturali, dipartimento dei Beni delle arti e della storia e dal Comune di Lecce.
 
April 22

La traduzione del precedente post...

 
Prima di tutto desidero che ami, e che amando tu sia ricambiata.
E, se così non fosse, tu sia rapida nel dimenticare e che dopo aver dimenticato, non riserbi rancore. Desidero che non sia così, ma se così fosse, desidero tu sappia essere senza disperarti.
Desidero anche che tu abbia amici, e che, anche se fossero cattivi, siano validi e fedeli, e che perlomeno ce ne sia uno nel quale tu possa avere fiducia senza dubitare.
E siccome la vita è così, desidero anche che tu abbia dei nemici. Né molti, né pochi, nella giusta misura, affinché alcune volte, tu possa mettere in dubbio le tue certezze.
E che fra di loro, ce ne sia perlomeno uno giusto, affinché tu non ti senta troppo sicuro.
Desidero anche che tu sia utile, ma non insostituibile. E che nei momenti brutti, quando davvero non resta niente, quel essere utile sia sufficiente per mantenerti in piedi.
Allo stesso modo, desidero che tu sia tollerante; non con quelli che si sbagliano poco, ma con quelli che si sbagliano molto e irrimediabilmente e che , facendo buon uso di quella tolleranza, tu sia di esempio ad altri.
Desidero che, essendo giovane non maturi troppo in fretta e che già maturo, non insista nel rimanere giovane, e che essendo vecchio, non ti dedichi a disperarti.
Perché ogni età ha il suo piacere ed il suo dolore ed é necessario lasciare che fluiscano dentro di noi.
Fra l’altro, desidero anche che tu sia triste. Non tutto l’anno, ma solo un giorno. Però che in quel giorno, tu possa scoprire che la risata giornaliera è buona, la risata costante è stupida e la risata costante è malsana.
Desidero anche che tu ti accorga, con massima urgenza, e sopra ogni cosa ed indipendentemente da tutto, che sei circondato da persone oppresse, trattate con ingiustizia e persone infelici.
Desidero che accarezzi un gatto, che dia da mangiare ad un passerotto e senta un fringuello cantare al mattina, perché così, ti sentirai bene senza fare niente (senza sforzi).
Desidero anche che tu pianti un seme, anche il più piccolo esistente e lo accompagni nella sua crescita, perché tu scopra di quante vite è fatto un albero.
Desidero anche che tu abbia denaro, perché è necessario e pratico. E che almeno una volta all’anno tu metta parte di quel denaro sul tavolo e dica: “questo è mio”, solo perché ti sia chiaro chi è il padrone e di che cosa.
Desidero anche che nessuno dei tuoi difetti muoia, ma se così fosse, tu potrai piangere senza lamentarti e soffrire senza sentirti colpevole.
E per finire, desidero che, essendo uomo, tu abbia una buona moglie, e che essendo donna tu abbia un buon marito, domani ed anche il giorno dopo e che quando siate esausti e sorridenti, possiate parlare di amore per ricominciare. Se tutte queste cose succederanno, non ho niente di più da desiderare per te.

V. H.

April 21

Se ti fermi, rifletti...

 
Te deseo primero que ames y que amando, también seas amada.
Y que, de no ser así, seas breve en olvidar y que después de olvidar, no guardes rencores. Deseo, pues, que no sea así, pero que si es, sepas ser sin desesperar.
Te deseo también que tengas amigos, y que, incluso malos e inconsecuentes, sean valientes y fieles, y que por lo menos haya uno en quien puedas confiar sin dudar.
Y porque la vida es así, te deseo también que tengas enemigos. Ni muchos ni pocos, en la medida exacta, para que, algunas veces, te cuestiones tus propias certezas.
Y que entre ellos, haya por lo menos uno que sea justo, para que no te sientas demasiado seguro.
Te deseo además que seas útil, más no insustituible. Y que en los momentos malos, cuando no quede más nada, esa utilidad sea suficiente para mantenerte en pie.
Igualmente, te deseo que seas tolerante; no con los que se equivocan poco, porque eso es fácil, sino con los que se equivocan mucho e irremediablemente, y que haciendo buen uso de esa tolerancia, sirvas de ejemplo a otros.
Te deseo que siendo joven no madures demasiado de prisa, y que ya maduro, no insistas en rejuvenecer, y que siendo viejo no te dediques al desespero. Porque cada edad tiene su placer y su dolor y es necesario dejar que fluyan entre nosotros.
Te deseo de paso que seas triste. No todo el año, sino apenas un día. Pero que en ese día descubras que la risa diaria es buena, que la risa habitual es sosa y la risa constante es malsana.
Te deseo que descubras, con urgencia máxima, por encima y a pesar de todo, que existen, y que te rodean, seres oprimidos, tratados con injusticia y personas infelices.
Te deseo que acaricies un gato, alimentes a un pájaro y oigas a un jilguero erguir triunfante su canto matinal, porque de esta manera, te sentirás bien por nada.
Deseo también que plantes una semilla, por más minúscula que sea, y la acompañes en su crecimiento, para que descubras de cuántas vidas está hecha un árbol.
Te deseo, además, que tengas dinero, porque es necesario ser práctico. Y que por lo menos una vez por año pongas algo de ese dinero enfrente a ti y digas: "Esto es mío", sólo para que quede claro quién es el dueño de quién.
Te deseo también que ninguno de tus afectos muera, pero que si muere alguno, puedas llorar sin lamentarte y sufrir sin sentirte culpable.
Te deseo por fin que, siendo hombre, tengas una buena mujer, y que siendo mujer, tengas un buen hombre, mañana y al día siguiente, y que cuando estén exhaustos y sonrientes, aún sobre amor para recomenzar.
Si todas estas cosas llegaran a pasar, no tengo más nada que desearte.
 
V.H.
April 17

Stupidità

 

Osservando la dualità con cui nasce l'identità, osservo la "MIA" stupidità

"L'accettazione è il processo alchemico che trasforma ogni cosa.

Qualunque cosa sia, accettatela.

Da dove proviene la negazione, il rifiuto?

E' frutto di un ideale presente dentro di voi, su come le cose dovrebbero essere.

Non potete accettare la vostra stupidita' perché pensate di dover esser saggi.

Non potete accettare la vostra pazzia perché pensate di dover essere sani.

Non potete accettare nulla perché il vostro ideale è il contrario.

Nell'accettazione si devono lasciar andare tutti gli ideali.

Solo quando non siete piu' alla ricerca della saggezza, potete accettare la vostra stupidita'.

Ma accettando la stupidita' si diventa saggi.

Questo è il segreto. Nell'accettare la vostra bruttezza, affiora la bellezza."

 

View more entries
 
Leggi e/o Firma il mio Guestbook!
View space
Manuela
View space
full
View space
danila
View space
lory
View space
Gerardo
View space
ISMAELE
View space
tiziana
View space
SaSj

Attenzione: questo elenco è suscettibile di cambiamenti